di Giuseppe Girolamo

Ogni 31 dicembre lo sguardo è proiettato al nuovo anno, ma voltandoci indietro è giusto tracciare bilanci. La stagione ciclistica si può annoverare come quella delle prime volte.

Grandi GT – Nelle tre gare a tappe ci sono state altrettante prime volte: Jay Hindley, Jonas Vingegaard e Remco Evenepoel hanno iscritto per la prima volta il proprio nome nell’albo d’oro rispettivamente di Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta a España. La vittoria di Hyndley è forse anche la più suggestiva, si tratta, infatti, del primo successo di un australiano nella corsa rosa. La più esaltante è senza dubbio quella di Vingegaard. Il danese riporta il proprio paese sul gradino più alto del podio della Grande Boucle dopo Bjarne Riis. L’impresa del portacolori della Jumbo Visma inoltre assume maggiore valenza in quanto conquistata al cospetto del favoritissimo della vigilia, Tadej Pogacar. Il successo di Evenepoel nella gara iberica è quello più significativo. Il ragazzo belga è riuscito a fare la differenza anche in una grande gara a tappe, consacrando così il suo immenso talento.

Classiche – La Milano Sanremo è la prima Classica monumento in calendario. Negli occhi abbiamo ancora impresso la discesa mozzafiato di Matej Mohoric. Un Capolavoro assoluto di tecnica e coraggio. Il portacolori della Baharain Victorious si regala il primo successo in una Classica monumento e regala alla Slovenia la prima gioia nella Classicissima. Due squilli olandesi al Giro delle Fiandre e Parigi Roubaix con Mathieu van der Poel (bis dopo il successo del 2020) e Dylan van Baarle (un’altra prima assoluta). Alla Liegi Bastogne Liegi un belga ritorna sul gradino più alto: dopo Philippe Gilbert nel 2011 è la volta di Remco Evenepoel. Concorrenza annientata con l’attacco decisivo a poco più di 30 km dal traguardo. Il portacolori della Quick Step Alpha Vinil nel corso della stagione riuscirà a vincere in fotocopia anche la Clasica San Sebastián e il Mondiale (foto in alto). La chiusura della Classiche monumento spetta come da tradizione al Giro di Lombardia. Tadej Pogacar trova il modo di chiudere in bellezza bissando il successo dell’anno precedente. All’alfiere della UAE Emirates è mancato solo il Tour per rendere la stagione perfetta.

Ritiri – Nel 2022 appendono la bici al chiodo tre dei grandi dell’ultimo ventennio. Vincenzo Nibali, Alejandro Valverde, Tom Dumoulin e Philippe Gilbert dopo aver entusiasmato ed emozionato decidono di dire basta. A loro va l’incondizionato grazie di tutti gli sportivi e di tutti quegli appassionati che in questi anni hanno goduto delle loro gesta.

Ci hanno lasciato – Purtroppo, il 2022 è stato l’anno in cui hanno fatto l’ultimo viaggio due indimenticati campioni del pedale Azzurro: Ercole Baldini e Vittorio Adorni, ovvero i vincitori italiani più vecchi del Giro d’Italia e del Campionato del Mondo. Discorso a parte, la tragedia che ha colpito Davide Rebellin, perito lo scorso 30 novembre, travolto da un camion guidato da un’autista tedesco (recidivo) che ne ha spezzato l’esistenza dopo 30 anni (!) di professionismo (record!). Davide aveva 51 anni.

Di Giuseppe Girolamo

Sono siciliano, anche se sono nato (per puro caso) a Torino il 28 giugno 1973. Perchè scrivo di ciclismo? Perchè da corridore ero troppo scarso! Addetto stampa e organizzatore di eventi sportivi e culturali. Per info: giuseppegirolamo@gmail.com