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Ewan centra il tris – Bernal re del Tour

Nel giorno dell’incoronazione di Egan Bernal come trionfatore del Tour de France 2019, la volata finale sui Campi Elisi premia Caleb Ewan, al terzo successo allo sprint in questa edizione.

Ewan miglior velocista del Tour – Come da tradizione la Grande Boucle si conclude nello splendido salotto dei Campi Elisi (la prima volta nel 1975). Edvald Boasson Hagen lancia la volata da lontano, alle sue costole un redivivo Niccolò Bonifazio e Maximiliano Richeze, quest’ultimo apripista di Elia Viviani che ha perso la ruota dell’argentino. Ai lati dei tre contendenti, inizialmente rimasti indietro, emergono a sinistra Dylan Groenewegen e a destra Caleb Ewan, che passano in testa con il folletto australiano che brucia il neerlandese all’altro lato della strada. Piazzato sul podio, ma sempre battuto nelle prime volate (3° a Bruxelles, 3° a Nancy, 2° a Chalon-sur-Saone e 3° ad Albi) il velocista della Lotto Soudal (all’esordio al Tour) è prepotentemente uscito alla distanza vincendo alla grande le ultime tre volate disputate (Tolosa, Nimes e oggi la tappa regina per i velocisti). Da sottolineare che Ewan ha centrato anche 2 tappe (Pesaro e Novi Ligure) al Giro d’Italia ed è l’unico nel 2019 ad aver vinto tappe nei due GT d’Italia e di Francia.

La grande gioia di Bernal – Spazio alle premiazioni con Julian Alaphilippe come il più combattivo nelle tre settimane; Peter Sagan per la settima volta maglia verde (record assoluto); Romain Bardet maglia a pois; Bernal maglia bianca; quindi il podio più nobile e prestigioso con Bernal maglia gialla, Geraint Thomas (vincitore uscente) secondo e Steven Kruijswijk terzo. La Movistar del campione del mondo Alejandro Valverde sul podio come miglior squadra. Bernal a soli 22 anni ha già scritto la storia, diventando in generale il primo sudamericano e in particolare il primo colombiano a vincere il Tour de France. A questi primati si aggiunge il non meno significativo dato che Bernal è il vincitore del Tour più giovane degli ultimi… 110 anni. Molto toccanti le parole del corridore della Ineos sul podio che in 4 lingue si è ricordato di tutti: in inglese (ringraziando la squadra e Thomas), in spagnolo (per la famiglia e il suo popolo), poi in italiano (ringraziando l’Italia da cui è partita la sua avventura europea nel ciclismo che conta) e in francese (rendendo onore al Tour come corsa più prestigiosa al mondo). Il presente, ma ancor più il futuro gli appartengono.

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