di Ettore Ferrari

Continua il momento d’oro della Jumbo-Visma in questo 2022 con un’altra netta dimostrazione di superiorità, culminata con il successo di Wout Van Aert e il secondo posto di Christophe Laporte all’E3 Saxo Bank Classic, tradizionale antipasto del Giro delle Fiandre, del prossimo 3 aprile.

Percorso classico con 17 “muri” – Partenza e arrivo ad Harelbeke con ben 17 muri disseminati lungo i 203,9 km. Selezione naturale con un unico comune denominatore: la Jumbo-Visma a dettare legge. Il gruppo si assottiglia e in testa restano in una ventina. La gara si decide sul quartultimo strappo in programma, il Paterberg ai -42. Sono appena 400 metri (tra l’altro, da 10 anni è l’ultimo e spesso decisivo muro al Giro delle Fiandre) ma con una pendenza del 12,9% e punte al 20,3%!

Van Aert spinge sull’acceleratore e via (con Laporte) – La maglia tricolore di campione del Belgio di Wout Van Aert decide che è il punto giusto per attaccare (prove generali di Fiandre?) e accende il gas. Un’azione dirompente che spezza il gruppo e alla sua ruota rimane solo Christophe Laporte, fido scudiero, già in evidenza alla Parigi-Nizza, dove assieme proprio a Van Aert e Roglic ha dato spettacolo nella prima tappa. Mancano ancora 3 muri, e il tandem giallonero mulina sui pedali. Alle loro spalle, si forma un drappello di otto atleti: Tiesj Benoot (altro uomo Jumbo); Stefan Kung e Valentin Madouas (Groupama-Fdj); Jhonatan Narvaez e Dylan Van Baarle (Ineos-Grenadier); Matej Mohoric (Bahrain-Victorious); Kasper Asgreen (Quic-Step Alpha Vinyl); Beniam Girmay (Intermarché-Wanty-Gobert).

Nessuno rientra – Nonostante le potenti trenate di Asgreen (vincitore nel 2021) e la generosità di Mohorc, galvanizzato dal recente trionfo alla Milano-Sanremo, il duo di testa prende il largo. Sul glorioso Oude Kwaremont, due ali di folla stringono il beniamino di casa all’attacco, e Laporte fa tanta fatica a rimanere incollato alla ruota dell’ex iridato di cross. WVA è quasi sempre in testa, del resto pochi oggi sono in grado di stare dietro alla locomotiva di Herentals e Laporte, passato proprio quest’anno al team orange, dimostra di essere un grande passista.

Ultimi muri con l’impronunciabile Karnemelkbeekstraat (1,5 km al 4,9%, max 18%) con i due attaccanti che aumentano il margine: 36” ai -31, 47” (-28), 1’06” (-22). Sul Tiegemberg (750 metri al 5,6%) la situazione non cambia.

Arrivo in parata – I due proseguono come in un Trofeo Baracchi (classica cronometro a coppie di un tempo) e giungono al traguardo dove festeggiano e tagliano praticamente appaiati. La vittoria è di Van Aert, il campione non poteva certo lasciare un successo in una corsa così importante, per Laporte la soddisfazione di aver corso alla pari di un gigante. Stefan Kung a 1’35” completa il podio.

Di Ettore Ferrari

Sono nato a Catania il 14 aprile 1971. In redazione dicono sempre che sono troppo preciso, da qui il nomignolo "nessun capello fuori posto". Sono la "Memoria storica" del ciclismo.