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Dumoulin – Rinascita o tramonto precoce

di Ettore Ferrari

Il titolo è senza ombra di dubbio provocatorio. Può un talento cristallino come quello del neerlandese avviarsi ad un tramonto precoce dopo un paio di stagioni vissute in sordina, a partire da quella maledetta caduta al Giro d’Italia 2019? Se si devono leggere i meri risultati, non c’è da stare troppo allegri. Il campione di Maastricht ha vissuto nel 2020 una certa involuzione, che lo ha addirittura visto nel ruolo di luogotenente di lusso (svolto più che bene) di Primoz Roglic al Tour de France.

Al centro del progetto Sunweb, poi la Jumbo-Visma – Sin dal passaggio tra i professionisti, la carriera di Tom si è snodata all’interno dello stesso entourage, anche se gli sponsor cambiavano negli anni: Argos-Shimano, Giant-Shimano e Giant-Alpecin, prima del triennio (2017-19) nella Sunweb. Proprio nella formazione tedesca, Dumoulin è cresciuto fino a diventare campione. Una maturazione costante e risultati in ascesa. Prima cacciatore di tappe, poi uomo classifica nei GT, è riuscito a portare a casa il successo più importante, finora, al Giro d’Italia 2017 (primo olandese a vincere la corsa rosa); nello stesso anno si è laureato a Bergen campione del mondo a cronometro. Proprio le prove contro il tempo sono da sempre la sua specialità, dove ed è riuscito a conquistare oltre l’oro anche un bronzo (Ponferrada 2014) e un argento (Innsbruck 2018), senza dimenticare l’argento olimpico (Rio 2016) alle spalle del grande Fabian Cancellara, nel giorno del suo commiato. Nei GT, dopo aver sfiorato il successo alla Vuelta 2015 (crollato nella penultima tappa dal primo… al sesto posto sotto i colpi dell’Astana di Aru e Scarponi), può fregiarsi del merito di aver vinto tappe al Giro (4) al Tour (3) e alla Vuelta (2) e di aver indossato per ben 17 giorni la maglia rosa, suddivisi in tre edizioni consecutive (6 nel 2016, 10 nel trionfo del ’17 e 1 nel ’18) e 6 la maglia roja (nel 2015); gli manca solo la maglia gialla…Il 2017 è stato l’anno che lo ha consacrato, ma il 2018 (“Il mio anno più fastidioso”) è stato addirittura superiore come costanza di rendimento, riuscendo a realizzare un record con i secondi posti al Giro, al Tour e al mondiale a cronometro! Ma nel 2019 è arrivata la sfortuna sotto forma di una caduta nella quarta tappa del Giro, dove recitava il ruolo di grande favorito. Quell’incidente, con il ginocchio sinistro fuori uso, lo tenne lontano per il resto della stagione. In quei mesi maturò l’idea di lasciare il sodalizio Sunweb per accasarsi alla Jumbo-Visma.

2020 gregario di lusso e ancora guai fisici – Pur cambiando ambiente, i guai non sono finiti per Dumoulin, che come tutti ha visto interrompere la stagione per la ben nota pandemia da coronavirus, prima di riprendere in estate. E qui è stato schiacciato dai risultati di Primoz Roglic e Wout Van Aert, che hanno vinto parecchio. “Dumo” ha corso il Tour da luogotenente di lusso di Roglic, riuscendo comunque a chiudere con un non disprezzabile 7° posto, segno di una certa ripresa. Problemi al soprasella (non resi noti durante la stagione), lo hanno messo immediatamente fuori causa dalla classifica della Vuelta dove, almeno sulla carta, divideva i gradi di capitano con Roglic. In Spagna è andato tutto storto sin dal primo giorno, dove è uscito immediatamente fuori classifica e da dove si è ritirato dopo poco più di una settimana.

Quale futuro? – Il tre volte campione d’Olanda a cronometro si presenta all’alba della stagione 2021 con rinnovata fiducia, anche se la sua ultima vittoria (cronometro al Tour) risale al 28 luglio 2018, due anni e mezzo fa! In questi giorni ha ufficializzato il programma: avvio in Italia con Strade Bianche (6 marzo), Tirreno-Adriatico (10-16/3) e Milano-Sanremo (20 marzo) prima di concentrarsi sul suo grande obiettivo della sua Primavera: il Giro delle Fiandre. Prima della Ronde, in programma il 4 aprile, l’olandese sarà al via della E3 SaxoBank Classic, il 26 marzo. Mentre la sua primavera si concluderà al Giro di Romandia (27/4-2/5). Niente Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi (12° nel 2020, sempre in appoggio a Roglic), sulla carta più adatte a lui rispetto alla classicissima dei muri, dove dovrà correre in appoggio al favorito Van Aert. Poi Giro o Tour in vista della crono olimpica, suo grande obiettivo stagionale. Oltre a questo, gli obiettivi per il 2021 sono chiari: “Spero di poter salire sul podio di un Grande Giro”.