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Dal Giro della Lunigiana la conferma di Piccolo

C’è chi sostiene di avere avuto incontri notturni con entità incollocabili nel proprio archivio di immagini. Ovunque nel mondo, dalle vaste piane texane alle proprie contrade particolari, la gente dice di vedere in eccezionali momenti di suggestione gli alieni. Le ultime due annate ciclistiche potrebbero tranquillamente essere oggetto di indagine per gli ufologi, giacché noi ne abbiamo visti alcuni correre in bicicletta. Egan Bernal il minuto colombiano, una specie di mutante di particolare efficienza che ha fuso una straordinaria capacità polmonare concessa dalla propria terra, rarissima da trovare in corridori di altre altitudini, con certa lucida ragioneria made in Europe, a 22 anni. Remco Evenepoel, uno forte anche da calciatore che a un certo punto, seguendo le orme del padre, decide di salire in sella ad una bici, scoprendosi praticamente, non uno che fa ciclismo, ma “il ciclismo”, e lui di anni ne ha quasi 19. Tadej Pogacar, un altro che in corsa, nonostante i 20 anni, ci sta come se corresse da sempre. Abbiamo visto anche noi degli alieni pedalare.

Dalle nostre parti alcuni sostengono di averne visto un altro, un po’ più piccino che all’anagrafe si dice sia registrato col nome di Andrea Piccolo e che sia di Magenta. Uno che a 18 anni stravince nella sua categoria, tra gli juniores: Giro del Friuli, Campionati europei a cronometro e bronzo in linea ad Alkmaar, Giro della Lunigiana. Uno che può cadere rovinosamente a terra, come è successo nella seconda tappa dello scorso Giro del Friuli, procurarsi una dolente lacerazione alla coscia, e nonostante ciò pedalare andando a prendersi la vittoria di tappa. Ma al di là delle eccezionali doti atletiche, che ne fanno in prospettiva un probabile uomo da corse a tappe e chissà se anche da classiche vallonate, a stupire del ragazzino magentino è la testa: la quiete e la tranquillità emanate dalle risposte alle domande nei post-gara stonano con i lineamenti freschi e docili del viso, creando una insospettabile e meravigliosa contraddizione. Come quando alla radio ascolti per la prima volta la voce di Nina Simone e di prim’acchito non riesci a comprende se a cantare sia un uomo o una donna; così chiudendo gli occhi e ascoltando la voce di Andrea Piccolo, è veramente arduo capirne la provenienza: è un uomo, è un ragazzo? Con molta probabilità potrebbe essere un alieno.

Futuro – Fresco vincitore del Lunigiana, corsa che hanno già vinto gli altri due visitatori di questo mondo E.T.: Pogacar ed Evenepoel, il giovane corridore magentino il prossimo anno vestirà i colori del Team Colpack e sembra essere già un osservato speciale da chi di alieni se ne intende.

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