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di Ettore Ferrari

Impresa solitaria di Felix Gall nel tappone di Courchevel, nel giorno della resa definitiva, incondizionata di Tadej Pogacar, che si arrende alla superiorità di Jonas Vingegaard sempre più maglia gialla.

Ciccone a tutta per ipotecare la maglia a pois – Dopo la dura lezione inferta da Jonas Vingegaard nella crono, il Tour propone, forse, la tappa più dura con il via da Saint Gervais per giungere a Courchevel dopo 165,7 km pieni zeppi di salite interminabili e in gran parte durissime. In successione, ci sono da scalare il Col des Saisies, il Cormet de Roselend, la Cote de Longefoy, il Col de la Loze e, infine (come se non bastasse), il terribile strappo finale di 700 metri con pendenze proibitive superiori al 20%! Pronti via e inziano le grandi manovre per far partire la fuga. Dentro c’è Giulio Ciccone, motivatissimo dalla fiammante e prestigiosa maglia a pois, che si lancia a caccia di punti per questa speciale classifica. Obiettivo centrato dal corridore abruzzese nella prima parte della tappa, salvo poi naufragare sulla salita infinita del Col de la Loze, dove molla di schianto giungendo poi al traguardo con oltre 20′ (!) di ritardo. Solito gruppo numeroso in fuga con corridori di classifica come Bilbao, Simon Yates, Gall e Gaudu. Ci sono due sentinelle della Jumbo-Visma, Benoot e Keldermann; e anche due alfieri della UAE, Majka e Soler.

La salita del Col de la Loze sancisce la resa di Pogacar – Una salita infinita di 28 km, che termina a soli 6,6 km dalla conclusione, su cui viene scritta la pagina più nera dell’ancor breve fulgida carriera di Tadej Pogacar. La maglia bianca, caduta ad inizio tappa (escoriazioni al ginocchio sinistro), improvvisamente perde le ruote di Vingegaard e degli altri big della Generale. Non è pretattica, o un momento di crisi: è l’inizio della resa. Mancano ancora circa 8 km alla vetta, e con la maglia completamente aperta Tadej sale a un ritmo che non gli riconosciamo. Vingegaard intuisce la difficoltà del rivale e capisce di poter scrivere la parola fine su questo Tour e con il fido Kuss in testa aumenta la velocità. Davanti a tutti c’è il giovane austriaco Felix Gall che, dopo un lavoro egregio della sua squadra nel gruppo in fuga (Ag2r-Citroen), è andato all’attacco. Il solo Simon Yates lo segue ad una ventina di secondi.

Ennesimo show di Vingegaard – Galvanizzato dalla crisi di Pogacar, Jonas Vingegaard rompe gli indugi, stacca tutti e trova sulla sua strada prima Benoot e poi Kelderman. Lo spettacolo dell’uomo in giallo è veramente rimarchevole. In salita vola pedalando con una facilità irrisoria, andando a riprendere quasi tutti gli attaccanti. Sembra che possa rientrare per vincere addirittura la tappa, ma S.Yates e Gall resistono alla grande.

Gall respinge S.Yates e conquista la tappa regina – Con tenacia, forza e impeto Felix Gall (vincitore di una tappa al Tour de Suisse) corona una fuga, prima con gli altri e poi da solo, di 150 km! Corridore tosto l’austriaco, 25 anni compiuti a febbraio, ottimamente piazzato nella top-ten, dopo aver incamerato i 40 punti del Col de la Loze Souvenir Henri Desgrange (la salita più alta del Tour), si porta a soli 6 punti dalla maglia a pois di Ciccone. Simon Yates chiude in seconda posizione a 34″, poi Pello Bilbao a 1’38”, quindi Vingegaard a 1’52”. Adam Yates perde 3’43”, Hindley 4’25”, Carlos Rodriguez 4’54”. Tadej Pogacar arriva sfinito con il fido Soler a 7’37”.

Vingegaard padrone assoluto – Una classifica generale dominata dal danese che stasera allontana definitivamente il suo rivale Tadej Pogacar, scivolato a 7’35”! Adam Yates si conferma 3° a 10’45”, 4° C.Rodriguez a 12’01”, 5° S.Yates a 12’19”, poi Bilbao a 12’50”, Hindley a 13’50”, Gall a 16’11”, Kuss a 16’49” e Gaudu a 17’57”.

Di Ettore Ferrari

Sono nato a Catania il 14 aprile 1971. In redazione dicono sempre che sono troppo preciso, da qui il nomignolo "nessun capello fuori posto". Sono la "Memoria storica" del ciclismo.