Carapaz attacca, Roglic trema ma salva la Vuelta

di Ettore Ferrari

L’ultima salita, anzi gli ultimi emozionanti chilometri, regalano un finale thriller con Carapaz all’offensiva per ribaltare la sua Vuelta. Il trono di Roglic vacilla, sembra capitolare, ma alla fine il roccioso sloveno mantiene la roja per soli 24″! Domani a Madrid salirà sul gradino più alto del podio per la seconda volta consecutiva. La tappa va a David Gaudu, al secondo successo parziale in questa edizione della corsa spagnola.

Cronaca – Diciassettesima e penultima fatica di un Giro di Spagna per la prima volta autunnale che, come il Tour e il Giro, riesce tra mille fatiche a concludere nonostante la terribile pandemia che ci accompagna da mesi. Ultime salite di una corsa come al solito ricca di strappi, rampe da garage e montagne, con una classifica che vede al comando Primoz Roglic con 45″ su Carapaz e 53″ su Carthy. Frazione che misura 178,2 km e che presenta ben 5 salite prima dell’ultima ascesa verso l’Alto de la Covatilla (11,4 km al 7,1%).

Maxi fuga con 34 attaccanti – La solita e puntuale fuga di un nutrito gruppo a impossessarsi della scena con i “soliti” Guillaume Martin, ormai vincitore del gran premio della montagna, Remi Cavagna e il talentuoso David Gaudu. Tra essi pure David De La Cruz, che è il migliore in classifica, ma a oltre 9′ da Roglic. Alle loro spalle, passano i chilometri e, soprattutto, le salite senza nessuna offensiva dei pretendenti al successo finale (Carapaz e Carthy) o un disperato assalto al podio (Martin e Mas). Roglic viaggia con il fido Kuss (ancora una volta eccellente la prova dello statunitense in appoggio al supo capitano). Poi, c’è la solita sterile azione della Movistar (vincitrice ancora una volta della classifica a squadre). Mentre davanti le ultime asperità, prima dell’atteso gran finale, scremano il folto gruppo di attaccanti.

Giudice supremo l’Alto de la Covatilla – Dopo varie azioni, l’attacco vincente è quello di David Gaudu, finalmente libero da obblighi di gregariato (Pinot in caduta libera da oltre un anno), che sembra aver iniziato la carriera che ci si aspetta da un vincitore del Tour de l’Avenir. Il francese, dopo essersi aggiudicato la tappa con arrivo sull’Alto de la Farrapona, aggiunge un altro arrivo in salita che arricchisce decisamente le sue tre settimane in terra di Spagna.

Carthy e poi Carapaz all’assalto, Roglic vacilla ma resiste! – Primo attacco di Hugh Carthy, eroe dell’Angliru e rivelazione di questa edizione, dopo i -5. Carapaz è lesto ad annullare, poi Roglic e Mas. Intanto Daniel Martin, quarto nella Generale, trova la sua giornata nera. Ancora Carthy e ancora Carapaz a chiudere! Stavolta l’ecuadoriano rilancia e stacca Roglic. Mancano 3 km e il capitano della Ineos (che si era dissolta ben prima della salita decisiva) prova il tutto per tutto per capovolgere la classifica. Roglic trova per strada un compagno di squadra che faceva parte della fuga, Lennard Hofstede che, però, si stacca quasi immediatamente. Il vantaggio di Carapaz si stabilizza sui venti secondi, insufficienti per prendersi la maglia. Mentre si succedono gli arrivi alle spalle del vincitore, con Gino Mader secondo a 28″, Ion Izagirre e De La Cruz a 1’05”, fino all’ottava posizione occupata da Carapaz a 2’35”. Occhio al cronometro: Carthy a 2’50” e subito dietro Roglic a 2’56” a chiudere la top-ten di giornata, ma soprattutto a salvare la sua Vuelta. Allontanati così gli spettri del Tour, lo sloveno intasca la seconda vittoria nella massima corsa a tappe iberica e dimostra una continuità ragguardevole, soprattutto dopo il tracollo finale al Tour. A meno di improbabili colpi di scena nella passerella di domani nella capitale, Primoz Roglic ha ormai in bacheca il successo con 24″ su Richard Carapaz e 47″ su Hugh Carthy; Daniel Martin conserva la quarta piazza (best performance in un GT per l’irlandese) a 2’43”, Enric Mas 5° a 3’36”, stesso piazzamento ottenuto all’ultimo Tour de France.