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Bruxelles celebra Eddy Merckx a 50 anni dal primo trionfo al Tour

Il grande giorno della partenza del Tour n. 106 è arrivato. Bruxelles accoglie la Grande Boucle e i suoi attori per una due giorni in cui la capitale belga sarà al centro dell’attenzione del mondo sportivo, e non solo. In questo contesto, le celebrazioni dell’uomo simbolo del ciclismo belga e mondiale: Eddy Merckx. Bruxelles è la sua città e da qui ebbe inizio la straordinaria epopea del ciclista più vincente della storia.

Tour 1969: il cannibale si presenta – Reduce dalla squalifica per doping al Giro (un mese), una positività sempre respinta dal fuoriclasse fiammingo, che mai ha digerito quella che agli occhi di molti è stato un caso di manipolazione nei suoi confronti (era già proiettato al secondo successo consecutivo nella corsa rosa), Merckx esordisce nella massima corsa a tappe francese il 28 giugno. Un cronoprologo a Roubaix che regala la prima maglia gialla al campione del mondo Rudi Altig. Il giorno seguente, dopo la prima semitappa in linea, appannaggio del velocista Marino Basso, Eddy è già in giallo dopo la cronosquadre vinta con la sua Faema. È la prima maglia gialla indossata dal fiammingo, ne seguiranno altre 110! Record inimitabile. Tre giorni a Julien Stevens, gregario di Eddy, quindi nella tappa di Mulhouse (successo di Joaquim Agostinho, prima vittoria portoghese al Tour) la leadership passa sulle spalle del francese Désiré Letort.

Il primo acuto sul Ballon d’Alsace – Ma è venerdì 4 luglio che Merckx inizia la sua strepitosa egemonia sulle strade di Francia: è la Mulhouse-Ballon d’Alsace, dove il mostro firma il primo dei suoi 34 successi (anche questo record tuttora imbattuto) al Tour. Tornato in giallo inizia una fantastica serie vincente verso Parigi. Merckx ha il dente avvelenato per il fattaccio di Savona al Giro e non vuole vincere il Tour, vuole semplicemente dominare… e stravince su tutti i terreni, annichilisce la concorrenza e realizza quello che nessuno aveva fatto prima (e nessuno riuscirà a ripetere): tutte le classifiche vinte, maglia gialla, gran premio della montagna (ancora non c’era la maglia a pois), classifica a punti (maglia verde), combinata, combattività e classifica a squadre! 6 successi di tappa e distacchi abissali inflitti in classifica: Roger Pingeon (vincitore del Tour 1967 e quell’anno vittorioso alla Vuelta) è secondo a 17’54”; Raymond Poulidor terzo a 22’13; Felice Gimondi quarto a 29’24”. Trent’anni dopo l’ultimo successo (Sylvère Maes, 1939) un belga torna sul gradino più alto del podio del Tour e ci rimarrà per lungo tempo.

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