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Bis di Bilbao nella tappa regina. Carapaz ad un passo dal trionfo

Nella tappa decisiva del Giro d’Italia successo di Pello Bilbao davanti a Mikel Landa e a un inesauribile Giulio Ciccone, poi Carapaz e Nibali. Solo 17 km separano Richard Carapaz da uno storico trionfo, mentre Nibali si conferma secondo, Landa scalza Roglic dal terzo gradino del podio.

Cronaca – Ultime salite per decidere le sorti del 102° Giro d’Italia con la 20esima fatica da Feltre a Croce d’Aune (Monte Avena): 194 km per Vincenzo Nibali per mettere le mani sul terzo Giro. Cima Campo, Passo Manghen (cima Coppi), Passo Rolle, Croce d’Aune, Monte Avena.

Sul Manghen Nibali si stacca da Carapaz, Landa e Lopez – La cima Coppi (1° un sempre ottimo Fausto Masnada) rivela un momento di flessione di Nibali che si stacca da Lopez, Landa e Carapaz. In discesa, però, il messinese con Roglic ricuce lo strappo.

Otto coraggiosi in cerca di gloria – La fuga più importante è quella che vede protagonisti Pello Bilbao, Tanel Kangert, Mikel Nieve, Valentin Madouas, Giulio Ciccone, Awet Gehereigzabher, Eddie Dunbar ed Eros Capecchi. Sul Passo Rolle, Ciccone conquista altri punti che lo consacrano dominatore assoluto della classifica del gran premio della montagna (più del triplo di punti rispetto al secondo!), mentre il gruppo procede regolare tirato con sicurezza dalla Movistar. Mancano 60 km al termine, dei quali ben 40 di discesa, prima di approcciare le ultime due asperità.

Landa rompe gli indugi – Sul Croce d’Aune (11,1 km al 5,5%, max 16%), penultima ascesa di giornata, mentre davanti i battistrada si danno battaglia, è Mikel Landa a sferrare l’offensiva. Il basco, sempre fedele alla maglia rosa, si gioca le chance di podio (è quarto alle spalle di Roglic) e guadagna subito un discreto margine sugli altri favoriti. Nella breve discesa che porta ai piedi dell’ultima salita, Nibali si scatena, ma Carapaz non molla un centimetro e assieme si riportano su Landa. Davanti, da solo c’è Valentin Madouas (figlio dell’ex professionista Laurent), ma il suo margine si riduce per l’esplodere della bagarre tra gli uomini di classifica.

Bilbao strozza l’urlo di Landa, Nibali attacca ma si inchina a Carapaz – L’erta finale misura 6,9 km con una pendenza media del 7,3% e massima dell’11%. Nibali, che ha ritrovato il colpo di pedale, tenta generosamente di staccare Carapaz, ma l’ecuadoriano non cede. Lopez urta uno spettatore (non lo chiamiamo tifoso) e finisce a terra; comprensibile la reazione del colombiano che prende a schiaffi il tizio Madouas viene raggiunto e sul traguardo si presenta un quintetto con Carapaz che tira la volata a Landa, Nibali, Bilbao e Ciccone. Lo spunto vincente, però, è quello di Pello Bilbao (già vincitore della settima tappa con arrivo a L’Aquila) che beffa Landa, poi Ciccone, Carapaz e Nibali. Roglic perde quasi un minuto e il podio, ma domani può ritornarci grazie alla cronometro.

Domani l’apoteosi a Verona – Carapaz è a un passo dal sogno di vincere il Giro d’Italia: 1’54” su Nibali è un vantaggio praticamente irrecuperabile in 17 km per lo squalo. Al terzo posto Landa a 2’53”, quindi Roglic a 3’16” (la giuria gli addebita 10” di penalizzazione per una spinta da uno spettatore): 23” sono davvero pochi per Landa, e Roglic dovrebbe ritornare sul podio.


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