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Aspettando il Tour – Van Aert un esordiente a caccia di tappe

Da due stagioni, Wout Van Aert è sempre più presente nelle corse su strada, è la sua ascesa sembra inarrestabile. Adesso, dopo aver corso da protagonista le classiche, prenderà parte tra pochi giorni al suo primo Tour de France. Le Grand Départ quest’anno è a Bruxelles, per celebrare Eddy Merckx e i 50 anni dalla sua prima storica vittoria alla Grande Boucle.

In calo nel ciclocross, per colpa di Van der Poel… – Le ultime due stagioni della specialità nel fango sono andate in archivio con il dominio netto e incontrastato di Mathieu Van der Poel, che ha letteralmente monopolizzato la scena. Contestualmente, Van Aert, fatta eccezione per il titolo mondiale 2018, conquistato proprio nella patria del rivale, oltre che masticare amaro sulle rotte impervie del cross, si è concentrato sulle corse su strada. Il suo palmarès nel cross (63 successi così suddivisi: 12 nel 2014/15; 20 nel 2015/16; 19 nel 2016/17; 9 nel 2017/18; solamente 3 nel 2018/19) è comunque tra i più nobili: 3 titoli mondiali consecutivi (2016-17-18), 3 titoli nazionali consecutivi, 2 Coppe del Mondo e 1 Superprestige. Ininterrottamente sul podio mondiale dal 2015 con 3 ori e 2 argenti (2015-19), dal 2012 se si considerano le categorie inferiori con un argento juniores (2012) e 1 bronzo (2013) e 1 oro under-23 (2014).

L’ascesa su strada – Il primo acuto nel 2016 (non ancora 22enne) nella crono inaugurale del Giro del Belgio, poi 3 semiclassiche belghe l’anno successivo: Ronde van Limburg, Bruges Cycling Classic e G.P. Pino Cerami. Nel 2018 (2 vittorie: 1 tappa e classifica finale del Giro di Danimarca) il primo convincente assaggio nelle classiche: 3° alle Strade Bianche; 10° alla Gand-Wevegem; 9° al Giro delle Fiandre; 13° alla Parigi-Roubax; 3° al Campionato Europeo di Glasgow alle spalle di Matteo Trentin e… Van der Poel. Quest’anno nuovamente 3° alle Strade Bianche, 6° alla Milano-Sanremo, 2° al G.P. Harelbeke, 14° al Fiandre e 22° alla Roubaix. Ma, al di là dei piazzamenti, quello che ha più convinto sono state le sue performances autorevoli dinanzi ad avversari più esperti e navigati. Certo gli manca l’acuto…

L’esplosione al Delfinato: battuti sul loro terreno Dumoulin e Alaphilippe – Dopo un’anonima Amstel Gold Race (58°), d’accordo con i tecnici del Team Jumbo-Visma (primo anno con il team olandese di World Tour), Van Aert si concentra in allenamenti mirati atti a migliorare nelle prove a cronometro. Al rientro, al Critérium du Dauphiné è un nuovo corridore. Subito fortissimo in volata (prima della corsa francese un suo tallone d’achille): 3° nella prima tappa, 2° due giorni dopo. Poi, la straordinaria crono di Roanne (26,1 km) dove ha sbaragliato la concorrenza, compreso un certo Dumoulin. Il giorno dopo, nuova dimostrazione di forza sul traguardo in leggera ascesa, dove supera Sam Bennett e Julian Alaphilippe, pressoché imbattibile in questi arrivi. Il nuovo Van Aert è un vincente anche su strada e la settimana scorsa giunge il terzo acuto nel mese di giugno con la maglia di campione del Belgio a cronometro (davanti Yves Lampaert e il baby fenomeno Remco Evenepoel). Adesso il Tour, dove va a caccia di tappe e magari della maglia gialla nella prima settimana. Oramai il fiammingo (25 anni il prossimo 15 settembre) sembra ormai proteso a diventare un vincente anche su strada.

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