Aru chiamato al riscatto: ripartenza alla Vuelta a Burgos

di Girolamo Giuseppe

In cerca del riscatto, questa è la parola d’ordine di Fabio Aru. Il ciclista sardo manca l’appuntamento con la vittoria dal 2017, dalla quinta tappa del Tour de rance con arrivo a La Planche des Belles Filles.

Ripetuti informii hanno caratterizzato le ultime stagioni del Cavaliere dei quattro Mori. Prestazioni al di sotto degli standard abituali. Lontano dal rendimento esaltante fatto vedere al Giro d’Italia 2014 e 2015 e alla Vuelta a Espana 2015. Annate, le ultime, trascorse tra continui alti e bassi. Una pedalata lontana dai giorni migliori. Un 2019 da dimenticare con anonime partecipazioni in qualunque delle gare a cui ha preso parte. Una pedalata lontana dai giorni migliori. Alzi la mano chi non ha fatto un pensierino maligno sulla carriera di Aru. “Dopo tanti problemi non ritornerà quello di un tempo“, queste le affermazioni sentite e risentite.

A inizio 2020 i proclami erano incoraggianti, con tecnici della UAE Emirates entusiasti nell’annunciare un Aru finalmente tornato quello di un tempo. Il debutto al Tour Colombia, però, non è stato confortante: il 12esimo posto in classifica generale a 3’29” dal vincitore Sergio Higuita fanno affiorare vecchi fantasmi. Dubbi e incertezze a cui non si è potuto dare una risposta, infatti la sospensione dell’attività a causa del coronavirus non ha permesso al campione italiano 2017 di potersi misurare in altre competizioni. Gli obiettivi principali saranno ancora una volata, così come è stato nel 2019, il Tour de France e la Vuelta a Espana. Un pensiero al Mondiale? Certo! Il tracciato svizzero si adatta a pennello alle caratteristiche di Aru, per questo se dimostrerà di aver raggiunto uno standard ottimale il commissario tecnico della nazionale non esiterà un sol secondo a schierarlo tra i titolari. La ripresa dell’attività agonistica avverrà alla Vuelta Burgos, breve, ma impegnativa gara a tappa spagnola, in programma dal 28 luglio all’1 agosto.