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Andorra è di Kuss

di Ettore Ferrari

La 15esima tappa del Tour de France incorona Sepp Kuss, in trionfo nel principato di Andorra dopo aver staccato l’ultimo degli avversari, il sempreverde Valverde, a poco meno di 20 km dal termine di una tappa durissima, che ha confermato Tadej Pogacar padrone assoluto. Domani secondo e ultimo turno di riposo, martedì ancora Pirenei.

Cronaca – La giornata si annuncia durissima per il caldo e i tantissimi chilometri in salita.  Céret – Andorra La Vella (Andorra) di 191,3 km con le seguenti scalate: Montée de Mont-Louis (1560 m-1a cat.), Col de Puymorens (1915 m-2a cat.), Port d’Envalira (Souvenir Henri Desgrange-2408 m-1a cat.), Col de Beixalis (Bonus-1796 m-1a cat.) posto a soli 14,8 km dall’arrivo.

32 al comando con tanti nomi di spicco – Il canovaccio è sempre lo stesso con le grandi manovre per portare via la fuga e ancora una volta si sgancia un gruppo numeroso, addirittura 32 corridori! Ci sono nomi illustri: l’ridato Alaphilippe, Van Aert, Valverde, Nibali, Dan Martin, Michael Woods. Davvero un bel gruppo, tutti lontanissimi nella generale, il tutto a favore della maglia gialla Pogacar.

Souvenir Henri Desgrange per Quintana – Il Port d’Envalira frantuma il folto gruppo di testa, con un Nairo Quintana, prima abulico e poi pimpante che si va a prendere i punti e il premio per la salita più alta di questa edizione della Grande Boucle. Dietro, una supremazia sterile della Ineos che, pur isolando la maglia gialla che rimane senza gregari, non riesce a impensierirlo minimamente. Prima Richie Porte, poi l’ex iridato Kwiatkowski, Geoghan Hart e Thomas tirano a tutta, ma lo sloveno in giallo non si scompone e pedala brillantemente sulle ruote, senza che Carapaz riesca a mettere il naso fuori. Il forte vento contrario ha certamente raffreddato le intenzioni bellicose dell’ecuadoriano. Superato l’Envalira, Carapaz ritrova Castoviejo e Van Baarle, che facevano parte della fuga, ma ha già perso Porte, Kwiatkowski e G.Hart. Lunga discesa verso l’ultima salita e il film è sempre lo stesso con Geraint Thomas, Van Baarle e Castroviejo a tirare. Intanto, si fa sorprendere proprio in discesa Guillaume Martin, secondo in classifica dopo l’azione di ieri. Il francese non rientra più e scende dal podio.

Valverde attivissimo, poi Kuss mette tutti d’accordo – I primi, ridotti ad una decina di unità, iniziano l’ultima salita di giornata, il Col de Beixalis, un’ascesa a tratti brutale che misura 6,4 km all’8,5%, con punte oltre il 15%. Ai -22 allunga Nairo Quintana. E chi lo riprende? Il suo vecchio compagno di squadra Alejandro Valverde! Il vecchio campione pedala in scioltezza e al cospetto dei 41 anni (!) dimostra una freschezza straordinaria. Le pendenze si fanno sentire sotto le ruote, si appesantiscono Nibali e Alaphilippe. Tenta Gaudu, quindi Sepp Kuss va via (-19,5) e Valverde è con lui. L’ex campione del mondo resiste, poi intuisce di non avere la marcia dell’americano, non si accanisce a rimanergli a ruota e si sfila. Decisione intelligente, visto che il vecchio Alejandro non salta e riesce a tenere il battistrada a poco più di 20”.

Carapaz prova, ma non c’è niente da fare – Dopo il lavoro enorme dei suoi, Carapaz prova un attacco più per dovere che per volontà a poco meno di 20 km dal termine, ma Pogacar lo bracca. Ci prova anche Vingegaard, ma la maglia gialla è in totale controllo.

Kuss centra il bersaglio, Valverde splendido protagonista – Dalla cima al traguardo mancano meno di 15 km e Valverde prova a rientrare, si riporta a 16” dal fuggitivo, ma non riesce a recuperare e chiude a 23”. Bravo lo stesso. Kuss trionfa meritatamente e regala il secondo successo in questa edizione al suo team, orfano del grande favorito Roglic, costretto al ritiro una settimana fa per i postumi di una caduta. Wout Poels (nuova maglia a pois) a 1’15” regola Ion Izagirre, Guerreiro, Quintana e Gaudu; a 1’22” Dan Martin con un gruppetto comprendente Alaphilippe e Nibali. Il gruppo della maglia gialla, regolato da Van Aert, a 4’51”.

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