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Addio a Poulidor

Raymond Poulidor, icona del ciclismo francese, ha lasciato la vita terrena andando idealmente a raggiungere il suo storico rivale Jacques Anquetil. Purtroppo in estate lo aveva preceduto il nostro Felice Gimondi, che lo aveva battuto al Tour de France 1965. Un campione e un uomo leale, che ha attraversato da protagonista gli anni Sessanta e Settanta.

Il Tour prima di tutto – Da anni seguiva il Tour con l’immancabile maglietta gialla, che l’organizzazione dava ai grandi personaggi del passato, quella maglia gialla che non aveva mai indossato (sic) in tantissimi anni di carriera, pur avendola sfiorata in svariate occasioni. Proprio la maglia gialla e il successo nell’amatissimo Tour de France, furono le chimere di una carriera gloriosa e comunque ricca di vittorie. Considerato, a ragione, “l’eterno secondo” del ciclismo d’Oltralpe per essere arrivato per ben 8 volte sul podio della Grande Boucle (record) con tre secondi e ben cinque terzi posti, l’ultimo nel 1976 alla veneranda età di 40 anni! Nessuno è riuscito a salire sul podio della più importante corsa a tappe del mondo a tale età, un primato davvero ragguardevole. Presente fino a luglio scorso nonostante gli 83 anni, Poulidor si è sentito male alla fine di settembre e ricoverato in ospedale. Il suo cuore era ormai malandato, non faceva controlli da anni pensando di possedere quell’immortalità che si era costruita sulle strade di tutta Europa, ma soprattutto in Francia dove era amatissimo e sempre a contatto con il suo popolo.

La Milano-Sanremo prima gemma – Poulidor legò indissolubilmente la sua parabola agonistica con la Mercier, storico marchio che ha attraversato diverse decadi nel mondo delle due ruote. Unico neo non aver preso parte nemmeno ad una edizione del Giro d’Italia, proprio perché la sua società non aveva interessi economici e pubblicitari nel nostro Paese. Il grande Raymond sarebbe stato grande protagonista sulle strade italiane e, forse, avrebbe portato a casa almeno un successo finale. Ma in Italia un giovane Poulidor ottenne uno dei successi più prestigiosi conquistando, alla prima partecipazione, la classicissima di primavera. Il francese era in fuga da solo e neanche l’errata segnalazione che gli aveva fatto sbagliare strada nel finale gli impedì di conquistare un trionfo meritato. Due anni dopo vinse la Freccia Vallone.

La rivalità con Anquetil – La prima parte della carriera del limousino (era nato nella a il 15 aprile del 1936) fu caratterizzata dalla grande rivalità con Jacques Anquetil. Il normanno era elegante, freddo, stilisticamente impeccabile e straordinariamente vincente; il limousino contadino, passionale, grintoso e… perdente, soprattutto al Tour. Una sfida che appassionò dividendo una nazione. Memorabili le battaglie negli ultimi tre dei cinque Tour vinti da Anquetil (1962-63-64), ma anche sulle strade della Parigi-Nizza. Toccante l’epilogo: quando nel novembre del 1987 Anquetil se ne andò per sempre stroncato da un cancro, Poulidor era andato dall’antico rivale che gli sussurrò: “Amico mio, mi dispiace, ma anche stavolta arriverai dopo di me”.

… e quella con Merckx – Non fu certo fortunato il prode Raymond a doversi scontrare con due Grandissimi, prima Anquetil e poi Merckx. Vinse 2 Parigi-Nizza (1972-73) a spese di Eddy, e fu splendido secondo sia al Tour che al mondiale del ’74, quando aveva già 38 anni. Pou Pou, come era affettuosamente chiamato, è stato un perdente, ma anche un vincente. Pochi sanno che nella sua lunghissima carriera (dal 1960 al ’77) Poulidor ha vinto quasi 200 corse (!), certo considerando anche i criterium. Il suo unico GT vinto è stata la Vuelta di Spagna del 1964 (e nel ’65 arrivò secondo).

Sempre presente ai Mondiali con 4 podi – Dal 1960 al ’77 ha disputato tutte le edizioni dei campionati del mondo: 18 consecutivi, un record! Alla prima partecipazione fu 5°, poi arrivarono altre sei top-ten, con 4 piazzamenti sui gradini più bassi del podio: 3° nel 1961-64-66, 2° nel ’74. Il 25 dicembre 1977, a 41 anni 8 mesi e 10 giorni, Poulidor corre nel ciclocross di Wambréchies la sua ultima gara da professionista.

La felicità di un nonno – Sposato dal 1961 con Gisèle, da cui ebbe due figlie: Corinne e Isabelle. Corinne ha sposato Adri Van der Poel, campione olandese degli anni ’80, dalla cui unione sono nati David e Mathieu, ciclisti. Mathieu, in questi ultimi anni, gli ha regalato tante soddisfazioni nella sua sensazionale ascesa che lo sta caratterizzando.

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