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Adam & Simon Yates: gemelli diversi

Adam & Simon, non è il titolo di un telefilm americano degli anni ’80, ma sono i nomi dei fratelli, gemelli, dell’ultima dinastia ciclistica di alto livello nel ciclismo. Due gemelli praticamente uguali in faccia e strutturalmente a livello fisico, difficile riconoscerli, ma diversa nella stagione che volge al termine è la direzione delle loro carriere…

Simon titoli in pista e non solo, Adam inizio folgorante tra i Pro’ – Nati a Bury (nella contea di Manchester) il 7 agosto 1992 i due ragazzi crescono gareggiando su strada e in pista. Simon fa incetta di titoli: campione del mondo juniores nell’Americana (2010), poi ben tre titoli nazionali (Americana, Omnium e Inseguimento a Squadre) nel 2012 e, infine, il mondiale nella Corsa a punti 2013; ma non mancano i risultati di spicco anche su strada, come dimostrano le 2 tappe al Tour de l’Avenir e, soprattutto, quella al Tour of Britain sempre nel 2013, gara open (elite e under23) e vinta quell’anno da sir Bradley Wiggins (che solo un anno prima si era imposto al Tour de France!), con Simon ottimo 3° nella classifica finale. Nel 2014 l’esordio tra i professionisti per Simon e Adam nelle fila della compagine australiana Orica-GreenEDGE ed è subito Adam ad avere le migliori performance: 11° al Tour de San Luis, 1 tappa e la classifica finale al Tour of Turkey, 5° al Tour of California,6° al Critérium du Dauphiné, G.P. industria e Artigianato, 5° al Giro della Toscana. E Simon? Solo un 7° posto al Giro di Slovenia, poco, troppo poco rispetto al fratello che viene considerato a soli 22 anni il talento emergente delle corse a tappe. L’anno seguente Adam si ritrova, per la sfortuna di Van Avermaet (lanciato verso un probabile successo e abbattuto da una moto), il successo in una classica World Tour (Clasica San Sebastian). Nel 2016 la superiorità di Adam è palese: sfiora il podio al Tour de France conquistando un brillante 4° posto e la maglia bianca di miglior giovane; Simon, dal canto suo, vince 1 tappa e conclude 6° alla Vuelta.

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Simon Yates vittorioso nella 6° tappa della Parigi Nizza

L’involuzione di Adam, l’evoluzione di Simon – Ma proprio il Tour 2016 rappresenta a tutt’oggi l’apice della pur breve carriera di Adam Yates. Da quel Tour non ha più raggiunto gli stessi livelli, anzi addirittura si è quasi… perso. Nel 2017 ha chiuso 8° alla Liegi, poi 9° al Giro d’Italia (secondo dei giovani alle spalle di Bob Jungels) e iniziando una brutta involuzione con il 34° posto alla Vuelta. Le cose sono peggiorate quest’anno (due successi: 1 tappa alla Tirreno-Adriatico e 1 al Delfinato) dove è uscito fuori classifica sia al Tour (29°) che alla Vuelta (45°). Per contro si è avuta una costante crescita di Simon (3 vittorie nel 2017 con il 7° posto e la maglia Bianca al Tour) e l’esplosione quest’anno con un Giro fantastico (3 tappe vinte e 13 giorni in rosa), fino alla debacle degli ultimi giorni che, comunque, non ha cancellato la netta supremazia per 2/3 di corsa; e il trionfo alla Vuelta a Espana (1 tappa e 11 giorni in rojo), che gli ha fruttato non solo il primo podio ma anche il primo successo in un GT. Adesso Simon Philip (questo il nome completo) è lanciato verso una fulgida carriera, mentre Adam sarà costretto (come all’ultima Vuelta) a fare solo il luogotenente di lusso?

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