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9 aprile 1995 – Ballerini uragano del pavé

Ballerini finalmente! Al settimo tentativo il toscano conquista la corsa della vita dopo una bellissima azione solitaria.

Museeuw e Ballerini acciaccati – I due capitani della Mapei, grandi favoriti della vigilia assieme ad Andrei Tchmil, ultimo vincitore, sono reduci da brutte cadute rimediate il mercoledì precedente alla Gand-Wevelgem. Museeuw (dominatore del Giro delle Fiandre) soffre per una botta e relative escoriazioni al ginocchio destro; Ballerini ha una lussazione alla spalla destra. Correre con una spalla dolorante sul pavé è impresa quasi impossibile…

Mapei-GB perfetta – Il drappello di testa è formato da Ekimov, Dietz, Vanderaerden e due pedine dello scacchiere italo-belga,  Ganluca Bortolami (vincitore della Coppa del Mondo 1994) e Andrea Tafi. Ballerini rompe gli indugi e lascia il gruppo degli inseguitori, nel quale viaggia assieme a Museeuw e Tchmil, andando a caccia dei battistrada. Una volta rientrato, con facilità impressionante, riparte ai -34 in un settore in pavé. È solo! Nessuno riesce a seguirlo, nemmeno il navigato Eric Vanderaerden, da anni non più ai livelli che gli hanno permesso di primeggiare in epoca lontana in un Giro delle Fiandre (1985) e in una Roubaix (1987). Addirittura, per qualche chilometro restano da soli all’inseguimento, si fa per dire vista l’azione di copertura, Tafi e Bortolami, a legittimare la supremazia della squadra di patron Squinzi.

Monologo di Ballero – Il toscano viaggia sulle pietre con disinvoltura e maestria. Dietro, un rabbioso e generoso Tchmil tenta di sottrarsi alla marcatura asfissiante dei Mapei, ma alla sua ruota c’è sempre uno straordinario Museeuw, in versione segugio. Gli ultimi chilometri sono una marcia trionfale per il toscano, che aveva sfiorato il successo nel ’91, ma soprattutto nel ’93 quando,  dopo aver dominato sul pavé e sull’asfalto venne battuto di un niente da quella vecchia volpe di Gilbert Duclos Lassalle. Proprio la grandissima amarezza di due anni prima, ha pesato lungamente sul morale di Ballerini, che adesso si riprende quello che avrebbe già meritato. Così, 15 anni dopo Francesco Moser (autore di un favoloso tris consecutivo) un italiano conquista la “regina delle classiche”. A 1’56” Tchmil precede Museeuw per i gradini più bassi del podio.

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