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7 aprile 2002 – L’assolo di Tafi

Di Giuseppe Girolamo

Andrea Tafi dopo Giro di Lombardia (1996) e Parigi Roubaix (1999) vince la sua terza Classica monumento conquistando l’86esima edizione del Giro delle Fiandre.

La corsa – Nei chilometri finali in testa, dopo 260 km di battaglia, ci sono cinque uomini: Johan Museeuw, Peter Van Petegem, George Hincapie, Daniele Nardello e Andrea Tafi. I due italiani sono gli unici del drappello al comando ad appartenere alla stessa squadra, la Mapei. Il più veloce dei cinque è Musseuw, il belga è a caccia del suo quarto successo nella classica belga e cerca in tutti i modi di controllare gli avversari, sedando nel nascere ogni tentativo di fuga. Museeuw bracca tutto e tutti, ma nulla può al cospetto della rasoiata di Tafi. Scatto fulmineo del toscano a 4 km dal traguardo. Gli avversari diretti si controllano con Museeuw in cerca di collaborazione, non trovando, però, fattiva risposta. Il fuggitivo Tafi così allunga metro dopo metro. È fatta! Tafi succede nell’albo d’oro a Gianluca Bortolami. Alle spalle dell’uomo Mapei giunge il gruppo inseguitore regolato da Museeuw al suo ottavo e ultimo podio nella Classica fiamminga. Sul terzo gradino sale Van Petegem. Quarto posto per Hincapie e quinto per Nardello, festante al traguardo per la vittoria del compagno si squadra.

Italia – Quella di Tafi è la nona vittoria italiana al Giro delle Fiandre dopo le tre perle di Fiorenzo Magni, i succesi di Dino Zandegù, Moreno Argentin, Gianni Bugno, Michele Bartoli e del già citato Gianluca Bortolami.

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