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6 aprile 1986 – Van der Poel strozza l’urlo di Kelly

Adrie Van der Poel si impone nella 70esima edizione del Giro delle Fiandre superando in volata Sean Kelly, grande favorito della vigilia.

Presente per l’ultima volta sulle strade della Ronde (dove non è mai riuscito a vincere: 2° nel 1976 e nell’80) Francesco Moser. Il più pronosticato di tutti è Sean Kelly, n. 1 del ranking mondiale e delle classiche di un giorno. L’irlandese è in condizioni mostruose da inizio stagione, con ben 10 successi all’attivo, tra i quali spiccano la quinta Parigi-Nizza consecutiva e la Milano-Sanremo. Proprio la classicissima di primavera e il Fiandre erano, all’alba del 1986 le uniche classiche monumento mancanti nel già palmarés del fuoriclasse di Carrick-on-Suir. La Sanremo è già in carniere…

Bauer e Planckaert all’attacco – In avanscoperta Eddy Planckaert e Steve Bauer. I due attaccano il muro di Grammont con circa 1’ di margine sul gruppo. Nel tratto più impegnativo Bauer stacca Plackaert, che si pianta letteralmente perdendo una grande occasione, lui purosangue fiammingo che ha sempre desiderato vincere questa mitica corsa per emulare il fratello Walter, vittorioso esattamente 10 anni prima. Il gruppo allungatissimo è tirato da Kelly con Claude Criquielion alle costole e tutti gli altri al gancio. Molto potente l’azione del roccioso Bauer, che gareggia per La Vie Claire, la formazione di Hinault e Lemond. Sul Bosberg uno scatto di Criquielion, ma neanche l’ex iridato riesce ad involarsi. Planckaert, esausto, viene inghiottito mentre si susseguono gli scatti.

Kelly sprecone, Van der Poel rapace – Non ci sono più muri, ma in un tratto in lieve ascesa scatta Jean-Philippe Vandenbrande, gregario di Criquielion. Sul belga si avventa tempestivamente Sean Kelly. In un baleno i due creano il vuoto alle loro spalle, ma da dietro improvvisamente ecco la sagoma di Van der Poel. I tre si riportano agevolmente su Bauer negli ultimi 5 km. Kelly è sempre il più generoso, confidando nelle sue doti di grande velocista, sottovaluta Van der Poel, spesso in ultima posizione. Sotto la flamme rouge degli ultimi 1000 metri Van der Poel è in testa, si volta passa Kelly a condurre, sembra poter fare un boccone degli avversari, quindi lascia passare Vandenbrande. Posizione ideale per Kelly che, però, scalpita ripassa in testa controlla, si volta, poi ai 200 metri parte, sembra farcela, ma negli ultimi 30 metri viene beffato da Van der Poel! L’orange vince al cospetto di un Kelly troppo sicuro, cui sono mancati gli ultimi metri per coronare un successo che era convinto di ottenere. King Kelly non vincerà mai il Fiandre e sarà l’unica Monumento che manca alla sua fantastica collezione di classiche.

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