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I record dell’Imbatido

Alzi la mano chi, un mese fa, pensava che Alejandro Valverde potesse arrivare sul podio della Vuelta. E invece El Imbatido ha sfoderato l’ennesimo record della sua inimitabile carriera. Prima, si è imposto in una tappa al cospetto di Roglic, riuscendo a centrare il bersaglio in nove diverse edizioni della Vuelta (eguagliato il primato di Domingo Perurena), poi ha conquistato un secondo posto che, non è esagerato dire, vale una vittoria vista l’età: 39 anni e cinque mesi!

Un podio da record – Un’impresa, destinata a rimanere chissà per quanti anni ineguagliata. Valverde con il secondo posto nella Vuelta a Espana 2019 firma un primato fantastico: salire sul podio della massima corsa a tappe spagnola 16 anni dopo (!) la prima volta; era il 2003 e un giovanissimo Valverde (23 anni) chiudeva al terzo posto. Mai nessuno nella storia della Vuelta, ma anche del Giro e del Tour è riuscito a conquistare un piazzamento nella Top-3 con così tanti anni di distanza. Prima di Valverde, il record apparteneva ad un certo… Fausto Coppi! Il campionissimo si fermò a 15 anni, tra il successo nel primo Giro d’Italia (1940) e il secondo posto, sempre al Giro, del ’55 (alle spalle di Fiorenzo Magni). Solo Chris Horner (vincitore della Vuelta 2013 a 42 anni!) e Raymond Poulidor (3° al Tour 1976 a 40 anni!) hanno saputo fare meglio in termini di longevità.

Vuelta 2018 – Per spiegare questa performance del murciano, è doveroso fare un passo indietro di 12 mesi… dopo una corsa condotta costantemente in prima linea, 2 vittorie di tappa bellissime (la prima davanti a Michal Kwiatkowski, la seconda infilzando nientemeno che Peter Sagan), la prestigiosa maglia verde (classifica a punti), Alejandro è secondo nella Generale a 48 ore dalla conclusione a 1’38” da Simon Yates. La penultima tappa si conclude sulla Collada de la Gallina (Andorra), solamente 97,3 km ma con ben 6 gpm, tra cui l’arrivo in salita. Il murciano cede sulla salita finale all’esuberanza dei giovani avversari: Miguel Angel Lopez (24 anni) ed Enric Mas (23), che sferrano l’offensiva. Valverde è costretto a mollare le ruote degli scatenati avversari giungendo al traguardo con un pesante ritardo: 3’09”. Giù dal podio! Dal secondo scivola al quinto posto, venendo scavalcato da Mas (2°), Lopez (3°) e pure da Kruijswijk (4°). Il giorno dopo, a Madrid, sale ugualmente sul podio per indossare la maglia verde (la quarta in carriera, il più vecchio a conquistare questa classifica non solo alla Vuelta ma in ogni GT), ma il podio che sicuramente meritava è volato via. Gli è stata fatale l’ultima salita e la carta d’identità (38 anni). Un declino inevitabile ma, due settimane dopo, al termine di una prestazione perfetta, conquista il successo più importante e più bello della sua lunghissima carriera vincendo il campionato del mondo a Innsbruck.

Finale in crescendo – Tornando alla Vuelta appena conclusa, un particolare da sottolineare lungo l’arco delle tre settimane di gara è che Valverde non ha vissuto nessuna giornata di crisi. Una regolarità impressionante, unita ad una grande lucidità, gli hanno permesso di raggiungere un risultato eccezionale. La maglia iridata è tornata, dunque, sul podio della massima corsa a tappe iberica 42 anni dopo (!) il trionfo di Freddy Maertens (1977).

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