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Sagan Bora Hansgrohe

3 aprile 2016 – Prima Monumento per Sagan

Edizione n. 100 della Ronde van Vlaanderen, onorata dal campione del mondo Peter Sagan, al primo agognato trionfo in una classica Monumento.

Ultima recita sui muri per Cancellara – Grande attesa per Fabian Cancellara, all’ultima stagione da professionista che, dopo tre successi strepitosi (2010-13-15), punta al poker nella corsa che più ama. Lo svizzero, 35 anni compiuti da poco, è in condizione.

Sagan non aspetta e attacca – A 33 km dal traguardo si involano Peter Sagan e Michal Kwiatkowski, ovvero gli ultimi due campioni del mondo. Nove giorni prima i due si erano giocati il successo nella classica di Harelbeke, e lì il polacco aveva “impallinato” lo slovacco. Sui due classe 1990 si riporta quasi subito a ruota il coriaceo Sep Vanmarcke. Cancellara, lui, rimane nel gruppo in posizione di sparo, al fianco del fido Devolder (vincitore di 2 Giri delle Fiandre). Davanti a tutti, ci sono ancora dei fuggitivi, che vengono ben presto riassorbiti dai tre all’inseguimento.

Oude Kwaremont: Cancellara accende il gas, Sagan anche… – Sull’Oude Kwaremont l’azione di Sagan si fa sempre più potente, Vanmarcke resiste con la proverbiale tenacia, ma Kwiatkowski si stacca, incapace di reggere il ritmo. Dietro, Cancellara inizia il suo classico forcing, e lascia sui pedali il resto del gruppo. Lo svizzero si gioca il tutto per tutto, insegue, riduce il gap a soli 10” in vetta alla salita. Non c’è un momento di tregua con Sagan che non lesina energie davanti a condurre.

Sfida a distanza sul Paterberg – Nel brevissimo tratto che separa il Kwaremont dal Paterberg, su Cancellara si riportano Terpstra, Erviti e Clayes. Ed eccolo il brevissimo ma durissimo Paterberg: Vanmarcke, generoso, passa in testa con un rapporto troppo duro, la sua azione si appesantisce e Sagan lo punisce staccandolo con una fantastica accelerazione! Il campione del mondo rimane da solo a caccia di una vittoria in una Monumento, che manca al suo già ricco palmarés. Cancellara si libera a sua volta dei tre compagni d’avventura e si riporta su Vanmarcke proprio al termine dello strappo. Un finale emozionante con i due campioni più attesi (protagonisti di una sfida epica nel 2013) a giocarsi la vittoria.

Sagan è imprendibile e Spartacus si arrende con onore – Nel tratto in discesa Sagan ha ancora tante energie, si distende sulla bici fasciato nel busto dalla fiammante maglia iridata, sviluppando una potenza impressionante. Il tentativo di recupero di Cancellara diventa disperato al cospetto di un avversario al top. Il distacco oscilla tra i 12 e i 18” per alcuni chilometri, poi si allarga inesorabilmente nel finale. Per Cancellara, uno dei più grandi passisti e cronoman della storia è la resa definitiva. Ad Oudenaarde, Sagan taglia il traguardo regalando ai presenti pure un’impennata. Personaggio unico, Sagan si concede al pubblico come un gladiatore all’interno di un’arena. Cancellara si prende il secondo posto, davanti ad un esausto Vanmarcke, conquistando il sedicesimo podio (con 7 vittorie!) in una classica Monumento: solo Merckx (29) e De Vlaeminck (21) hanno fatto meglio dello svizzero.

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