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Fuglsang

3-2-1: la piramide delle Ardenne di Fuglsang

Il titolo è chiaramente in riferimento alla straordinaria sequenza di risultati di Jakob Fuglsang nel Trittico delle Ardenne (3° all’Amstel, 2° alla Freccia e 1° alla Liegi), che lo ha definitivamente consacrato campione al raggiungimento della completa maturazione atletica.

A 34 anni compiuti lo scorso 22 marzo, una delle colonne portanti dell’armata Astana (dal 2013 in maglia celeste), ha chiuso alla grande la prima parte della stagione. Già in evidenza a febbraio, quando prima ha contribuito al successo di Luis Leon Sanchez alla Vuelta a Murcia (6° nella classifica finale e primo nel gran premio della montagna), si è poi aggiudicato la Vuelta a Andalucia/Ruta del Sol (settima corsa a tappe vinta in carriera, dopo 3 Giri di Danimarca, 1 Giro del Lussemburgo, 1 Giro d’Austria e 1 Giro del Delfinato) una delle nove (finora) vittorie della compagine kazaka nelle prove a tappe di inizio stagione.

Strade Bianche e Tirreno – Prima classica da protagonista per il danese, che dà un saggio delle sue doti sugli sterrati senesi, cedendo nella volata a due al più veloce Alaphilippe. Alla Tirreno-Adriatico vince alla grande la 5^ tappa a Recanati (dopo una bella azione solitaria con dedica a Michele Scarponi), quindi conclude sul podio finale (3°) la corsa dei Due Mari. Salta la Sanremo.

Sulle Ardenne la consacrazione – Dopo avere rifinito la forma al Giro dei Paesi Baschi (chiuso al 4° posto), Fuglsang corre in avanscoperta gli ultimi 40 km della classica della birra, dove resta con il solo Alaphilippe, poi l’incredibile finale con il rientro di Kwiatkowski e poi in piena volata il ritorno del fenomeno Van der Poel a scompaginare tutto. Per Fuglsang un terzo posto non da buttare, visto che anche arrivando con Alaphilippe non avrebbe avuto scampo in volata. Dopo l’Amstel, ecco la Freccia Vallone, fedele al suo tradizionale finale sul Muro di Huy. Proprio Fuglsang, che scattista non è, allunga con una progressione micidiale, gli resiste solo… Alaphilippe (come alla Strade Bianche e all’Amstel, sempre lui!) che poi lo supera non senza fatica. Infine, la Liegi-Bastogne-Liegi, che ha dato giustizia alle grandi azioni del campione danese ed ha sancito la sua supremazia nelle corse delle Ardenne. Autore di un autentico capolavoro sulla Roche aux Facons, ultima asperità, in cui ha stroncato la concorrenza con un’azione da manuale, ha proseguito una corsa pefetta e senza sbavature con un finale in crescendo coronando la sua primavera eccezionale con il successo più importante in carriera (prima vittoria e primo podio in una classica Monumento). Per l’Astana continua il momento d’oro: 23 vittorie nel 2019 (solo la Deceuninck-Quick Step ha fatto meglio con 25 ha saputo far meglio), comprese 9 corse a tappe e, appunto, una classica Monumento.

Dopo questa splendida primavera, Fuglsang (che in carniere vanta un argento olimpico a Rio 2016) tirerà il fiato in vista del Tour de France, dove sarà il capitano.

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