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di Ettore Ferrari

La classica della birra, nata nel 1966, per anni terreno di conquista dei veltri fiamminghi, finalmente arride ad un italiano trent’anni dopo la prima edizione, grazie ad uno sorprendente Stefano Zanini, ottimo velocista, per un giorno si veste da uomo da classiche compiendo un’autentica impresa attaccando a fondo e arrivando solitario al traguardo.

Solo piazzamenti per 30 anni – Andarono molto vicino al successo Francesco Moser in maglia iridata (1978); Maurizio Fondriest (1991) beffato da Frans Maassen in una volata ristretta; Gianni Bugno beffato da Rolf Jaermann (1993); Bruno Cenghialta battuto in un’altra volata a due, però dal favorito Johan Museeuw (1994); Davide Cassani battuto dal miglior Gianetti (1995).

Zanini scatta in salita! – Davanti, ci sono Rofl Sorensen e due italiani, Gabriele Missaglia e Andrea Peron. Alle loro spalle un drappello con il favorito Johan Museeuw, leader di Coppa del Mondo. Uno strappo duro, tutto diritto, parte Zanini! Il portacolori della Gewiss lascia letteralmente sul posto Museeuw e gli altri. In breve, Zanini rientra sui tre di testa. Aspettare lo sprint? Neanche per sogno, quel giorno Stefano vola e in un altro strappetto se ne va di forza.  

Il trionfo di Zanini, la meteora Bettin sul podio a completare il dominio italiano – Zanini (quell’anno 5° alla Sanremo e 4° alla Roubaix) non viene più ripreso, mentre alle sue spalle si rimescolano le carte e si forma un gruppo folto che si gioca la volata per i gradini più bassi del podio. Zanini conclude trionfalmente a braccia alzate. A 22” la volata del gruppo è appannaggio di Mauro Bettin che, convinto di aver vinto alza le braccia in segno di vittoria… Un secondo posto comunque di valore che, purtroppo per lui, sarà l’unico risultato di prestigio davanti al ben più quotato Museeuw.

Di Ettore Ferrari

Sono nato a Catania il 14 aprile 1971. In redazione dicono sempre che sono troppo preciso, da qui il nomignolo "nessun capello fuori posto". Sono la "Memoria storica" del ciclismo.