hinault_cyclingtime

24 aprile 1977 – Hinault si presenta ai giganti del Belgio

di Ettore Ferrari

Primo successo in una classica Monumento per Bernard Hinault, il fuoriclasse bretone si presenta al mondo sbaragliando il campo davanti ai campioni di casa.

Merckx-Maertens-De Vlaeminck, l’un contro l’altro armati – La classicissima ardennese chiude il lungo ciclo delle classiche del nord, vissuto prevalentemente sulla sfida infinita tra Roger De Vlaeminck (vincitore del Giro delle Fiandre e della quarta “Roubaix”) e l’iridato Maertens (squalificato al “Fiandre”, dopo avere dominato, per cambio irregolare della bicicletta; trionfatore e poi declassato… per doping alla “Freccia”; battuto dal “nemico” De Vlaeminck a Roubaix). Merckx, non essendo più ai livelli che lo hanno portato a cannibalizzare il ciclismo per un decennio, è pur sempre rimasto tra i primi e punta la decana, che lo ha visto trionfare per ben cinque volte. Tra questi tre grandissimi attori del ciclismo belga, divisi da un’aspra rivalità, si inserisce prepotentemente un giovanissimo e talentuoso atleta francese, Bernard Hinault, vincitore pochi giorni prima della Gand-Wevelgem.

Grande selezione sulle cotes, i migliori all’attacco – La gara, contraddistinta da freddo e pioggia, è estremamente selettiva. Dopo metà percorso la fisionomia è delineata. Al comando rimangono in 11, sono Maertens e Pollentier (Flandria), De Vlaeminck e De Witte (Brooklyn), Merckx e Bruyere (Fiat France), Hinault e Chassang (Gitane – Campagnolo), Dierickx (Maes), Verbeeck (Ijsboerke) e Thurau (Raleigh). Dietro, il gruppo si disintegra e viene tagliato fuori anche perché tutte le squadre più forti sono rappresentate nel plotoncino di testa. L’impietosa selezione delle cotes produce un’ulteriore scrematura. Perdono contatto il 35enne Frans Verbeeck, grande protagonista delle classiche degli anni ’70, assieme a Pollentier, Bruyere, De Witte e Chassang, rispettivamente gregari di Maertens, Merckx, De Vlaeminck e Hinault.

Thurau prova due volte, poi Dierickx e Hinault – Hinault si dimostra già senza timori reverenziali e si affaccia spesso al comando a scandire il ritmo, con Merckx a ruota a scrutarne la forza e la potenza. Scatta Thurau una prima volta, ripreso da De Vlaeminck. Il talentuoso teutonico riprova sulla cote des Forges, ultima asperità, ma è sempre il gitano, da poco incoronato Monsieur Roubaix, a riportare sotto gli altri. Non appena viene ripreso Thurau, allunga Dierickx (vincitore di due edizioni della Freccia Vallone) immediatamente seguito da Hinault, abile e astuto nell’intuire il momento decisivo. Mancano 8 km al termine e Merckx, De Vlaemick e Maertens si controllano e si annullano, così il tentativo si rivela vincente. La volata è incerta, Hinault e Dierickx lottano gomito a gomito, ma alla fine emerge la forza del giovanissimo campione francese, che si aggiudica la prima classica monumento ad appena 22 anni. A 10” lo sprint per il 3° posto è appannaggio di Thurau, che precede De Vlaeminck, Maertens e Merckx, grandi sconfitti di giornata. A 6’39” Verbeeck precede Pollentier, De Witte e Bruyere, a 7’07” Chassang, a quasi 16’ (!) Raas (vincitore di Sanremo e Amstel), Knetemann e Thevenet. Solo in 24, su 143 partenti, concludono una corsa massacrante. È l’ultima Liegi del campionissimo Merckx, nel giorno in cui il talento di Bernard Hinault si presenta prepotentemente alla ribalta.

Seguici e condividi