di Ettore Ferrari

Vittoria netta di Frank Vandenbroucke nella 85esima edizione della decana della classiche.

Bartoli per il tris consecutivo, Vandenbroucke per la consacrazione – Sono loro due i grandi favoriti della classicissima delle Ardenne. L’azzurro, dopo i trionfi del 1998 e ’99, mira ad uno storico tris consecutivo riuscito prima solamente a Eddy Merckx (1971-72-73) e a Moreno Argentin (1985-86-87); nel XIX secolo c’era riuscito pure Léon Houa (1892-93-94), ma le prime due edizioni erano riservate ai dilettanti.

Il duello su La Redoute – Vincitore il mercoledì precedente della Freccia Vallone (e tre settimane prima della Freccia del Brabante), Bartoli scalpita e su La Redoute – punto nevralgico della gara – scatta prepotentemente. Il campione della Mapei vuole sfoltire il gruppo, da dietro emerge Michael Boogerd che riporta sotto i migliori, ma è Vandenbroucke che ha la gamba per raggiungere Bartoli. Il belga lo affianca, i due proseguono appaiati, poi Michele cede e vede allontanare la sagoma del rivale che sembra pedalare sul velluto, nonostante la pendenza raggiunga il 19%! Vandenbroucke è giunto secondo al Fiandre e settimo alla Roubaix, gareggia con la Cofidis, che gli dà più spazio rispetto alla Mapei, con la quale l’anno prima aveva vinto Parigi-Nizza e Gand-Wevelgem.

Fase interlocutoria con un Bettini pimpante – L’azione solitaria di Vandenbroucke viene annullata soprattutto per il lavoro della Rabobank, presente nel gruppo inseguitore con ben quattro elementi (il leader Boogerd, Den Bakker, Markus Zberg e Aebersold). Si forma un gruppo di sedici unità, nel quale oltre ai Rabobank, ci sono tre Mapei: Bartoli, Bettini e Figueras.

Il colpo del K.O. – Forcing di Peter Farazijn, gregario di Vandenbroucke, prima della decisiva cote de Saint Nicolas, 1.200 metri al 10% (con punte al 12%). Bettini scatta, si volta aspetta Bartoli, che non arriva… Il campione del mondo Oscar Camenzind cerca di portare sotto gli altri, ma viene sopravanzato da Boogerd che con una bella progressione riprende e lascia sul posto Bettini. L’olandese, con la maglia di campione nazionale, sembra involarsi solitario, ma in un attimo sulla sua scia si porta con facilità apparente Vandenbroucke. Come su La Redoute con Bartoli, il belga lascia l’iniziativa a Boogerd, per poi infilzarlo nel punto più duro con uno scatto perentorio. Mani basse sul manubrio e l’olandese viene messo al tappeto. Bartoli, paga probabilmente la fatica della lunga fuga alla Freccia. Nessuno riesce ad impensierire Vandenbroucke che supera anche l’ultimo “dentello” della cote di Ans che porta dritto al traguardo e alla sua prima conquista in una classica monumento. Rimarrà l’unica di una carriera ricca di alti e bassi e di una vita precocemente chiusa a soli 34 anni il 12 ottobre 2009.

Di Ettore Ferrari

Sono nato a Catania il 14 aprile 1971. In redazione dicono sempre che sono troppo preciso, da qui il nomignolo "nessun capello fuori posto". Sono la "Memoria storica" del ciclismo.