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Le pagelle del Giro: a Roglic il voto più alto

Lunedi 20 maggio, all’indomani della prova vincente di Primoz Roglic nella crono di San Marino, la carovana del Giro d’Italia osserva il suo primo giorno di riposo ed è tempo allora di stilare un primo bilancio per quanto riguarda le prestazione dei partecipanti di questa 102esima edizione della corsa rosa.

Roglic 9 – Autentico dominatore di questa prima parte di Giro. Mette in chiaro le cose sin dalla crono del San Luca infliggendo importanti distacchi ai suoi diretti avversari. Evita, con grande attenzione, ogni pericolo a Frascati rosicchiando altri secondi agli uomini di classifica per poi bastonarli nella cronometro di San Marino beffando Campenaerts (voto 6,5) che già pregustava il successo di tappa. Imperturbabile.

Ackermann 8 – Il velocista teutonico è il vero “Re delle volate” di questa edizione della Corsa Rosa. Mette la sua ruota davanti alle altre sia a Fucecchio che a Terracina con disinvoltura e prepotenza. Si piazza ai piedi del podio a Frascati, risultato non scontato per uno con le sue caratteristiche a testimonianza dell’ottimo stato di forma. Consolida la sua maglia ciclamino anche a Pesaro nonostante una giornata con qualche fatica in più sulle spalle da dover digerire visto il percorso molto nervoso.

Conti 7,5 – La fuga nella tappa con arrivo a San Giovanni Rotondo gli consegna una meritata maglia Rosa da sfoggiare e difendere con le unghie e con i denti. Il primo ostacolo – la crono di San Marino – è stato superato con fatica ma senza patemi ed adesso si può regalare qualche giorno sotto i riflettori. Che sia l’occasione per acquisire convinzioni e motivazioni per mostrare quel talento che gli addetti ai lavori gli riconoscono sin dalle categorie giovanili?

Nibali 7,5 – Già al Tour of the Alps ed alla Liegi aveva mostrato un ottimo stato di forma. Condizione confermata sul San Luca e ribadita con forza a San Marino. E’ l’unico big che sino a questo momento si è mostrato all’altezza di un Roglic che va avanti per la sua strada senza voltarsi. Da l’impressione di avere il colpo in canna e sulle salite a lui congeniali non esiterà ad infiammare la corsa. Ci sarà da divertirsi.

Ewan 7,5 – Quattro volte tra i primi 4. Tre volte sul podio. Una volta a braccia alzate. Il più resistente dei velocisti, quello che non teme strappi e scattisti. Ackermann, per la ciclamino, ha un insidioso australiano da battere. Mica facile vincere la sua resistenza…

Mollema 7 – Alla vigilia della corsa “ballava” tra la lista dei favoriti e quella degli outsider. Sino a questo momento ha dimostrato di avere la gamba buona, migliore di quella di tanti favoriti. Da tenere d’occhio.

Bilbao 7 – Vince a L’Aquila e si difende a cronometro dove crolla il suo capitano designato. Se questo, sommato al sesto posto finale dello scorso anno, significa qualcosa, in casa Astana hanno di certo una seconda punta che è bene non esca di classifica e gli si possa dare la possibilità di giocarsi le sue carte. Alternativa tattica interessantissima.

Masnada 7 – Si presenta a Bologna per puntare a vincere una tappa e dopo pochi giorni centra il bersaglio. Per se e per l’Androni. Cecchino!

Carapaz 7 – La strada che porta a Verona è ancora molto lunga. Nel frattempo sta facendo capire chi deve essere considerato il capitano della Movistar. Scattante a Frascati dove termina la tappa a braccia alzate, solido a San Marino dove mette in fila tanti big o presunti tali. Pungente.

Ciccone 7 – Astuto stratega nella crono iniziale per andarsi a prendere la prima maglia azzurra di questa edizione del Giro. Una volta conquistata, va onorata al meglio ed il buon Giulio non sta lesinando il minimo sforzo. Prova anche a prendersi la tappa a Pesaro con una azione coraggiosa. La Trek-Segafredo ha fatto un ottimo investimento. Lotterà fino a Verona.

Jungels 6,5 – A fari spenti, senza farsi notare troppo, quasi a voler nascondersi e non attirare le attenzioni dei rivali. Ma è sempre lì…Attenzione a Jungels per il podio.

Formolo 6,5 – Forse meriterebbe mezzo voto in meno per la beffa subita a L’Aquila dove, probabilmente, era il più forte dei fuggitivi. Dovrebbe prendere esempio da Jungels e non far accorgere i rivali di ciò. Va a riprendere tutti compreso Rojas per poi cedere sull’attacco di Pello Bilbao e farsi battere in volata da Gallopin. Però ha la gamba buona e la posizione in classifica generale è molto interessante. In rampa di lancio.

Yates 5,5 – Il voto è una media tra la prova sul San Luca (8) e quella di San Marino (3). Ha dilapidato quanto di buono aveva fatto, mostrato ed anche fatto intendere con dichiarazioni forti che hanno infiammato la corsa dal punto di vista dialettico. Per la verità in pochi avevano risposto a questi “attacchi” ma ce ne aspettiamo altri sulle montagne che verranno. La debacle della crono di San Marino potrà essere utile per ravvivare lo spettacolo. Simon non sembra uno che si arrende e ci proverà, anche
da lontano.

Lopez 5 – Un pò come Yates, con maggior distacco accumulato.

Viviani 5 – E’ vero, una tappa l’avrebbe anche vinta… Però l’infrazione c’è stata ed il regolamento va rispettato. Ci si attendeva una reazione forte, immediata e decisa, invece è sembrato accusare il colpo con il nervosismo a farla da padrone. Chi si aspettava di vedere il Campione Italiano recitare
la parte del velocista principe di questa edizione del Giro è rimasto deluso. Ackermann ed Ewan lo hanno battuto quando se la sono giocata a viso aperto. Chances importanti per rifarsi, dopo il giorno di riposo.

Geoghegan Hart 5 – Aveva destato un’ottima impressione nella crono d’apertura, onda lunga della condizione e convinzione con le quali è uscito dal Tour of the Alps. Successivamente è apparso in costante e continua difficoltà con secondi persi un pò ovunque. Un vero peccato vista la brillantezza e lo spunto veloce che aveva mostrato poche settimane prima. Un corridore di assoluto valore e dal grande talento che ci aspettiamo giunga alla definitiva consacrazione. Atteso sulle grandi montagne dove ci dirà se può essere grande, sin da subito. Sibillino.

Mareczko 4,5 – Un piazzamento nella top 10 ad Orbetello, poi tappe dove è stato il primo a staccarsi su ogni cavalcavia. Tanta fatica per conquistarsi la volata, condizione che pesa sulle valutazioni. Le tappe di Modena e Novi Ligure sono più piatte di un biliardo, occasione per il riscatto e per sprintare al cospetto delle ruote più veloci in gara.

Landa 4,5 – E’ vero che ancora non abbiamo incontrato terreno congeniale alle sue caratteristiche ma, sin qui, è sembra abbia solo subito la corsa. Tra i grandi favoriti della vigilia è quello con il distacco più elevato al netto di Geoghegan Hart. Per di più ha in casa un brillante Carapaz. Il tempo
(ed i percorsi) per rifarsi c’è ancora e ci aspettiamo chiari segnali dal ciclista basco.

Nizzolo 4 – C’erano legittime aspettative alla vigilia sul corridore della Dimension Data. Molti si aspettavano lanciasse il guanto di sfida agli sprinter più quotati, lui che sa anche tenere su percorsi vallonati come quelli visti in questa prima parte di Giro. Invece non è mai sembrato all’altezza di impensierire i big delle volate. Il suo standard attuale non è sufficiente per puntare alla vittoria di tappa. Spesso il compagno Gibbons si è gettato nella mischia con risultati migliori del nostro Giacomo. Altro velocista italiano che attendiamo nelle prossime tappe per il riscatto.

Dumoulin S.V. – Non sembrava il Dumoulin più brillante mai visto, questo è vero. D’altronde, lui stesso lo aveva dichiarato apertamente. Però siamo certi che nella crono di San Marino lo avremmo visto contendere a Roglic e Campenaerts la vittoria di tappa con conseguente insediamento nelle zone nobili della Generale. Invece, una sfortunata caduta, lo ha tolto di scena troppo presto con i sogni di gloria rimandati al Tour al cospetto di Froome, Thomas, Quintana e tutti gli altri. Lo aspettiamo e gli facciamo un grosso in bocca al lupo.

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