di Ettore Ferrari

Più forte di tutto e di tutti. Bernard Hinault vince la Parigi-Roubaix battendo in una splendida volata Roger De Vlaeminck e Francesco Moser, i due più grandi interpreti della corsa francese.

Sfida tra titani – Si preannuncia una lotta memorabile nell’Inferno del Nord, con super campioni del pavé (e non solo): Francesco Moser, vincitore delle ultime tre edizioni consecutive, a caccia di uno straordinario poker; Roger De Vlaeminck, Monsieur Roubaix, 4 successi (e tre secondi posti) recordman di successi; Bernard Hinault in maglia iridata, che odia il pavé ma che vuole zittire critica e tifosi. Sarà una giornata epica.

Il cuore e la grinta di Duclos Lassalle – A 50 km dall’arrivo attacca Gilbert Duclos Lassalle che, a differenza del grande Hinault, ama il pavé e la Roubaix. Il portacolori della Peugeot, già secondo l’anno prima alle spalle dell’inavvicinabile Moser, lancia la sua offensiva con impeto e generosità. Alle sue spalle il gruppo si sgretola sul pavé e si ricompone nei tratti in asfalto, ma ogni volta si assottiglia sempre di più. Davanti rimangono in una dozzina e tra questi ci sono i tre grandi favoriti, il giovane Van Calster, Van den Haute, Bittinger, il sorprendente Cattaneo, gregario di Moser, il corazziere Marc Demeyer, sempre tra i migliori in questa competizione. Il vantaggio di Duclos raggiunge il minuto e la Francia sogna e tifa per questo generoso protagonista delle pietre. Ma dietro iniziano a forzare sotto la spinta di un esuberante Hinault che, nonostante ben quattro  cadute e forature è lì a lottare come e più degli altri. Complice una foratura, Duclos inizia a perdere terreno e su di lui si riporta il gruppo inseguitore.

Più forte della sfortuna – Selezione naturale e gli ultimi settori in pavé di Campin en Pévèle e Gruson proiettano in avanti sei uomini: Hinault, Moser, De Vlaeminck, Kuiper, Demeyer e Van Calster. Ci sono tre vincitori per un totale di 8 edizioni: De Vlaeminck (4), Moser (3) e Demeyer (1); Kuiper vincerà nell’83. Proprio l’olandese, campione del mondo a Yvoir ’75, può essere l’ago della bilancia, essendo il luogotenente di lusso in seno alla Daf-Trucks del grande De Vlaeminck. Corsa durissima come sempre e nessuno tenta di evadere. In un tratto sterrato, a circa 10 km dal traguardo,  Hinault è in testa al convoglio, curva a sinistra un cane taglia la strada e “il tasso” finisce a terra! Come degli acrobati, Moser, De Vlaeminck e Demeyer dribblano il francese evitando di finire a loro volta per terra. Ma Bernard è subito in piedi e schiumando rabbia riprende gli avversari. Sarà volata.

Il capolavoro di Bernard – Kuiper è in testa al plotoncino, con l’intento di tirare la volata a De Vlaeminck, che sogna la cinquina. Ingresso nel velodromo, Hinault si porta rapidamente in testa poco prima dell’inizio dell’ultimo giro. Demeyer lo affianca, ma viene risucchiato all’indietro, la velocità aumenta, De Vlaeminck e Moser sono alle spalle del fuoriclasse della Renault. Ecco l’ultima curva, Hinault sprigiona tutta la usa straordinaria potenza, il gitano e il trentino tentano di sopravanzarlo, ma non riescono neppure ad affiancarlo! Bernard Hinault taglia il traguardo e il pubblico del velodromo gli tributa un’ovazione. La Roubaix e il pavé incoronano il campionissimo francese, che riporta il successo in patria 25 anni dopo (!) Luison Bobet. I draghi del pavé si inchinano dinanzi a sua maestà  Hinault: De Vlaeminck è secondo per la quarta volta; Moser abdica dopo la storica tripletta di seguito; ai piedi del podio un sorprendente Guido Van Calster, poi Marc Demeyer ed Hennie Kuiper a chiudere un drappello di giganti.

Un’altra Roubaix e poi basta Neanche questa vittoria riuscì tuttavia a riconciliare il francese con la corsa, infatti subito dopo l’arrivo dichiarò: “Questa non è una corsa! Questa è una porcheria! Non la farò mai più!”. In realtà, la corse ancora una volta l’anno successivo.

Di Ettore Ferrari

Sono nato a Catania il 14 aprile 1971. In redazione dicono sempre che sono troppo preciso, da qui il nomignolo "nessun capello fuori posto". Sono la "Memoria storica" del ciclismo.