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10 aprile 1994 – Il pavé e il fango esaltano Tchmil

di Ettore Ferrari

Andrei Tchmil coglie a 31 anni il primo successo in una classica, aggiudicandosi una Parigi-Roubaix resa ancora più dura dal maltempo.

Tchmil attacca da lontano – Pioggia e fango rendono quasi impossibile la sfida sul pavé. Ecatombe di forature e cadute. La gara si decide a 62 km dal Roubaix quando il moldavo (ex Urss, ma in seguito prenderà pure il passaporto ucraino e pure quello belga…) già in grande evidenza nella settimana precedente (3° al Fiandre e 5° alla Gand) va all’attacco da solo. Franco Ballerini e il vincitore delle ultime due edizioni Gilbert Duclos Lassalle (alla quattordicesima Roubaix!) sono attardati, quasi nello stesso istante, da forature.

La crisi del Leone di Gistel – Johan Museeuw, che ha perso per pochi millimetri (!) il Fiandre battuto da un redivivo Gianni Bugno, pensa di avere la corsa in pugno. Il distacco dal fuggitivo è assolutamente colmabile e in più può contare sul valido apporto di un ottimo Fabio Baldato e di Ludwig Willems. Ma il campione fiammingo invece di aspettare scalpita, si lancia da solo all’inseguimento, recupera e si porta a soli 10” da Tchmil. Il ricongiungimento sembra cosa fatta, invece proprio nel momento in cui sembra poter rientrare cede di schianto, vittima di una crisi impietosa. La sua corsa finisce praticamente in quel frangente, saltando completamente e terminando la gara lontano dai primi (13° a 4’24”).

La rivincita di Andrei – Out Museeuw, il fuggitivo avvolto in una maschera di fango si esalta e conduce in porto un’azione veramente pregevole che lo consacra campione. Per Tchmil, passato dalla multinazionale MG-GB (dove corre Museeuw) alla Lotto, la vittoria a Roubaix rappresenta il coronamento di un periodo di forma eccezionale, caratterizzato dai successi nel G.P. E3 Harelbeke e in una tappa della Tre Gioni di La Panne, e da importanti piazzamenti a Fiandre e Gand. Sarà l’inizio della parte più soddisfacente della sua carriera.

Sul podio Baldato e Ballerini – Roubaix ancora amara per Ballerini, cui va l’oscar della sfortuna (3 cadute e 5 forature!) che nel finale ha ancora la forza per attaccare con Baldato, che sul velodromo conquista la seconda piazza davanti al “Ballero” a 1’13” da Tchmil.

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