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1 aprile 1990 – La rinascita di Argentin

Trent’anni esatti dal trionfo di Moreno Argentin al Giro delle Fiandre. Sul traguardo di Meerbeke il veneto conquista una delle gemme più radiose della sua sensazionale collezione di classiche.

Fignon infiamma la corsa – Sean Kelly vincitore della Coppa del Mondo 1989, uno dei favoriti della vigilia (tre volte secondo, ma mai vittorioso), è messo fuori causa da una caduta. Grande protagonista Fabio Roscioli che, assieme a un paio di belgi, resta in avanscoperta per parecchi chilometri e passa primo su ben 7 “muri” dei 13 in programma. Dopo qualche fiammata di Eddy Planckaert, sale in cattedra Laurent Fignon che prova più volte la fuga. Intanto il gruppo si assottiglia. A poco più di 30 km dal termine, Fignon scatta portandosi dietro il semisconosciuto Per Pedersen. Poco distante un gruppetto con Fondriest e Argentin.

Argentin vola e leva di ruota Fignon! – La strada si restringe, svolta a sinistra e inizia uno degli innumerevoli strappi (questo in asfalto) fiamminghi. Fignon sembra rifiatare, da dietro agile come una gazzella risale Argentin, che intuisce la momentanea defaillance del campione francese e parte in contropiede! In un attimo il veneto fa il vuoto, mentre Fignon rimane letteralmente sui pedali, incapace di una reazione degna di questo nome. Bravo, invece, Rudy Dhaenens che si riporta sull’italiano.

Sul Grammont si esalta Fondriest – Il vantaggio tra i battistrada e gli inseguitori è esiguo e sul muro di Grammont Maurizio Fondriest prova a riportarsi sotto con una splendida progressione, ma Dhaenens e Argentin tengono bene. Il traguardo è vicino è la situazione non cambia davanti, mentre Fignonviene staccato, vittima della sua esuberanza e di una tattica non impeccabile.

Argentin terzo italiano a vincere la Ronde van Vlaanderen – Sotto lo striscione degli ultimi 1000 metri, Dhaenens e Argentin conservano un margine sufficiente per giocarsi la seconda Monumento della stagione. Il belga è davanti, sa di essere meno veloce, non è un vincente ed è già contento del risultato (in carriera è stato secondo anche in una Parigi-Roubaix), tanto più che la sua squadra ha perso per strada il leader carismatico, l’irlandese Kelly. È difatti la volata non ha storia, Argentin vince nettamente conquistando una classica che prima aveva corso (con modesti risultati) solo due volte. Dopo il fantastico tris consecutivo (1949-50-51) di Fiorenzo Magni e l’acuto di Dino Zandegù nel 1967, Argentin riporta dopo ben 23 anni l’Italia sul gradino più alto del podio della nobile classica fiamminga.

Dopo Bugno a Sanremo, Grand’Italia che pedala – Gianni Bugno aveva aperto l’ultimo decennio del XX secolo con un volo solitario su Sanremo, seguito da Argentin in una delle corse meno adatte agli azzurri: sono i chiari ed inequivocabili segnali della rinascita di una strepitosa stagione per l’Italia. Argentin, dopo un paio d’anni in tono minore (illuminati da pochi acuti, tra i quali il campionato italiano ’89) ritrova nell’Ariostea di Giancarlo Ferretti e di patron Pederzoli l’ambiente giusto per un finale di carriera esaltante. Dopo il Fiandre, Moreno andrà a vincere la sua prima Freccia Vallone. E l’anno seguente sarà imbattibile sulle “sue” Ardenne con il bis consecutivo alla Freccia e il poker alla Liegi. 4 classiche (2 Monumento) in due stagioni!

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